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Giorgos Kallis: Sì, una prosperità senza crescita è possibile

Nel nostro ultimo libro pubblicato in inglese “Decrescita: Un Vocabolario per una Nuova Era” (“Degrowth, a vocabulary for a new era“, ancora non edito in Italia ndr), non solo sosteniamo che la crescita economica stia diventando strutturalmente più difficile da perseguire nelle economie avanzate, ma anche che essa sia socialmente ed ecologicamente insostenibile. Il clima

“L’utopia oggi non consiste affatto nel preconizzare il benessere attraverso la decrescita economica e il rovesciamento dell’attuale modo di vita; l’utopia consiste nel credere che lo sviluppo continuo della produzione sociale possa ancora portare a un miglioramento delle condizioni di vita e che tutto ciò sia materialmente possibile”. André Gorz, 1977.

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Pierre Tosi: La crescita economica e il progresso tecnologico come illusioni di immortalità

La crescita incontrollata della produzione, sia essa di oggetti o di segni, ha strettamente a che fare con l’insopprimibile desiderio di evitare la morte naturale. In un mondo di schermi illuminati, di immagini cangianti, di impulsi elettrici, i limiti imposti dalla biologia scompaiono, e tra questi la morte innanzitutto. La riappropriazione della dimensione simbolica della

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Maurizio Ruzzene: Monete alternative e beni comuni

NUOVE PROSPETTIVE NEL FINANZIAMENTO DELLE ECONOMIE PUBBLICHE, SOLIDALI ED ORIENTATE ALLA CURA. Il livello insostenibile raggiunto dal debito pubblico italiano e l’esigenza di non tagliare ulteriormente i fondi necessari per prendersi cura dei beni e delle condizioni comuni di vita, ci impongono di trovare nuove forme di finanziamento, più sostenibili di quelle esistenti: sia per

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Mauro Bonaiuti: L’eta della crescita è finita

  La crisi pare infinita, e anche l’ex Segretario Usa al Tesoro parla di “Grande stagnazione”. La proposta degli economisti ortodossi resta quella di promuovere la ripresa della crescita imponendo investimenti in tecnologia -come i Google Glass-, non necessariamente produttivi. Una sorta di “keynesismo terminale” che non tiene conto dei limiti del Pianeta. Il commento

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Laboratorio Itinerante della decrescita – Roma

  Ragione sociale: gruppo  informale    Indirizzo: itinerante Sito internet e e-mail: http://decrescitaroma.blogspot.com/  laboratorioitinerantedecr@gmail.com Settore d’attività principale:  Spazi di cultura indipendente sui temi della società della decrescita,  altra economia e società mutuali/gilaniche. Breve presentazione dell’organizzazione Il laboratorio itinerante della decrescita nasce a Roma in modo informale nel dicembre del 2006. Obiettivo che si pone  è

I prossimi eventi

Marxismo e decrescita. Un confronto tra Giovanni Mazzetti e Paolo Cacciari

Giovanni Mazzetti, in occasione di un incontro pubblico a Roma con Maurizio Pallante, ha pubblicato un opuscolo, Critica della decrescita, Quaderno n. 1, Progetto Altro Formazione [in seguito pubblicato con lo stesso titolo per le Edizioni Punto Rosso, Milano, 2014], ed ha allegato il Capitolo n. 13 del suo libro: Quel pane da spartire (Bollati Boringhieri,

Serge Latouche: Adieu, Oncle Bernard!

All’indomani della strage al Charlie Hebdo, Serge Latouche ha scritto, sulle pagine della Rivista francese La Décroissance, un intervento per ricordare una delle vittime, l’economista Bernard Maris [Tolosa 1946-Parigi 2015] collaboratore del settimanale satirico con lo psudonimo di “Oncle Bernard”. L’articolo è stato tradotto e pubblicato in Italiano dalla rivista “Grifone”. Su indicazione di Serge lo

Nel mondo

RETE INTERNAZIONALE / INTERNATIONAL NETWORK   Qui di seguito trovate i riferimenti della rete internazionale dei soggetti e dei movimenti della decrescita, suddivisi per paese o per lingua di pubblicazione, oltre a riviste e conferenze. Below you will find the references of the international network of actors and movements of degrowth, by country or language

Glossario

economie solidali

Persone

Bernard Maris

Bernard Maris (Tolosa, 23 settembre 1946 – Parigi, 7 gennaio 2015) è stato un economista e giornalista francese, consigliere della Banca di Francia. Nel 2011 il presidente del Senato francese Jean-Pierre Bel lo ha nominato consigliere generale della Banque de France. Tra le sue opere Keynes ou l’économiste citoyen (1999) e due volumi di Antimanuels d’économie (2003, 2006; trad. it. Antimanuale di Economia, Marco Tropea, 2005). Scriveva per varie pubblicazioni, incluso il settimanale Charlie Hebdo, per il quale si occupava del settore economico, firmandosi con lo pseudonimo di "Oncle Bernard". Aveva anche una rubrica alla radio pubblica France Inter. Si è dedicato attivamente alla vita politica, collocandosi a sinistra: è stato membro del consiglio scientifico di una delle associazioni che hanno dato vita al movimento anti-globalizzazione Attac France e alle elezioni legislative del 2002 è stato candidato nel collegio di Parigi X per i Verdi. Era propugnatore di un’economia alternativa alla “furia del capitalismo”, nella quale venisse riconosciuto uno spazio importante alla gratuità e al dono. Nel 2015 è stato ucciso durante l'attentato alla sede di Charlie Hebdo, nel quale sono morte altre undici persone.