E’ uscito il numero 9 dei Quaderni della decrescita, quadrimestrale di ecologia, società e politica pubblicato on line e scaricabile gratuitamente dal sito: https://quadernidelladecrescita.it/
La parte monografica, dal titolo Disertare l’economia-guerra. Decrescita ed economie solidali, a cura di di Gabriella D’Amico, Marco Deriu, Francesca Marconi, Jason Nardi e Massimo Renno esplora il variegato mondo dell’economia solidale evidenziandone i legami strettissimi con il pensiero della decrescita, ma anche il prezioso ruolo di contrasto, nella coscienza delle persone e nelle pratiche quotidiane, del modello della competizione esasperata che sta portando il mondo al collasso. Ne scrivono, oltre a curatrici e curatori: Paolo Cacciari, Andrea Saroldi, Davide Biolghini, Riccardo Troisi, Giulio Iocco, Manuela Borraccino, Sulaima Jrashi Ramadan.
Orizzonti oltre la crescita
La parte miscellanea propone saggi sulla trasformazione tecnologica della guerra (Marco Deriu) e sul pacifismo decoloniale (Fabio Alberti), e un’apertura di dibattito (con un intervento di Luigi Piccioni) sul tema del rapporto tra destra e ambientalismo. Fra i molti altri temi trattati nelle rubriche: la cura come possibile paradigma politico (con una sintesi del dibattito svolto a Solidalia), il reincanto del mondo (con testi di Federico Battistutta e di Maria Elena Bertoli e Mauro Bonaiuti), i limiti della possibile pressione sulle risorse del pianeta (Silvana Galassi), le esperienze dei Domini Collettivi (Marta Villa), le mobilitazioni in atto negli Enti di ricerca contro gli usi militari della ricerca pubblica (Leonardo Pica Ciamarra), riflessioni su adattamento e mitigazione a seguito dell’ultima torrida estate (Bruno Mazzara). Molte, come di consueto, le recensioni di libri utili.
Call for Paper
La monografia del prossimo numero sarà dedicata al tema del Consumo e degli stili di vita, mentre è aperta la Call per il successivo, sul tema dell’acqua come patrimonio comune
Una lettera a lettrici e lettori per un rilancio della rivista
Alcune novità, un questionario e un appuntamento.
Nel corso di 4 anni abbiamo pubblicato puntualmente dieci numeri (9 + il n.0) con testi di 175 autori, 88 autrici e 6 di collettivi; in tutto 269 “firme” ben assortite tra ricercatori e ricercatrici libere/i o incardinate/i nelle università o occupati in centri di ricerca; docenti universitari, insegnanti e educatori e educatrici; attivisti/e dei movimenti sociali e ambientali, Ong, associazioni; giornaliste/i e scrittrici/ori. Tra questi alcuni stranieri, ma pochissimi gli autori provenienti dal mondo politico e sindacale.
Con circa 300 pagine per numero, le pagine pubblicate sono state in tutto 3242. Possiamo quindi dire che la scommessa primaria sia stata vinta.
Scrivevamo nella Presentazione del primo numero: ”Pensiamo alla rivista come ad uno spazio aperto di ricerca e di inchiesta, da svolgere con metodi rigorosi, ma – proprio per questa ragione – mai avulsi dalla realtà viva e vissuta […] che permetta un dialogo fruttuoso tra gli impliciti teorici delle pratiche sociali e politiche e le ricadute e gli effetti concreti delle analisi.”
Ora è il momento di chiederci se siamo riusciti nell’intento e se i nostri sforzi hanno incontrato qualche interesse al di fuori della relativamente limitata cerchia dei sostenitori del progetto della decrescita.
Per parte nostra siamo molto soddisfatti e grati delle collaborazioni ricevute. Le parti monografiche sono sicuramente un punto di forza della rivista (“capitale naturale”, “energia”, “pace”, “ecomarxismo”, “pedagogia”, “diritti della natura”, “comunità”, “nuove tecnologie”, “ruralità”, “economia solidale”) e costituiscono già un bagaglio “enciclopedico” a cui studenti, ricercatori, operatori, attivisti, insegnanti possono attingere. Ma anche le rubriche, più legate alle problematiche emergenti e alla documentazione di ciò che si muove nell’attualità, ci sembra non abbiano dimenticato le questioni più complicate e controverse.
Nell’insieme, riteniamo che la rivista abbia mostrato come il pensiero della decrescita possa rivelarsi un’utilissima chiave di lettura per molti dei nodi più delicati della contemporaneità, dialogando costruttivamente con altri filoni del pensiero critico e proponendo direttrici di azione concretamente realizzabili.
Tuttavia vorremmo avere maggiori riscontri da voi, lettori e lettrici. Più suggerimenti, più collaborazioni.
Ci piacerebbe che i Quaderni diventassero una comunità di ascolto, di scambi di esperienze e di discussione. Ne sentiamo il bisogno per trovare argomenti e strategie di elaborazione di proposte e di attivismo sempre più capaci di incidere sulla realtà.
Le occasioni delle presentazioni “in presenza” di qualche numero della rivista sono state momenti felici. Siamo stati nella prestigiosa sede dell’Istat, alla Sapienza, al Politecnico di Torino, all’università di Pisa, alla fiera delle Botteghe solidali a Padova, al Comune di Spinea, al Laboratorio tecnologico di Mestre, al centro sociale Rivolta. Inoltre, con le associazioni che si occupano di decrescita abbiamo co-organizzato tre incontri invernali a Calambrone e due estivi con Liberi Sogni. Ci piacerebbe che questi momenti fossero più numerosi.
A questo riguardo, vi annunciamo che abbiamo deciso, d’intesa con le due associazioni, di ripetere anche quest’anno l’esperienza dell’incontro residenziale a Calambrone, sul litorale pisano. Sarà dal 4 al 6 dicembre e stiamo lavorando alla preparazione del programma. Nel frattempo mettete la data in agenda!
Intorno a noi le crisi intrecciate del “sistema mondo” stanno precipitando in catastrofi senza pari. Nelle pagine della rivista abbiamo dato conto dell’esistenza di vie di uscita, di alternative possibili, praticabili e desiderabili. Ci sentiamo parte attiva di ogni sforzo volto a moltiplicare e a convergere le iniziative dei movimenti ecosociali.
La rivista può avere un ruolo importante in tutto ciò, e su questo vogliamo sentire la vostra opinione; abbiamo quindi preparato un questionario che vi preghiamo di compilare facendoci avere le vostre critiche, consigli, suggerimenti.
Grazie per l’attenzione e cari saluti
Bruno, Daniela, Marco, Massimo, Paolo
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