La crescita dei consumi si verifica dove è più necessaria? Un’analisi empirica delle attuali tendenze in ambito energetico e dei materiali.

Di Raffaele Navarretta del Gruppo Comunicazione

In questo articolo l’antropologo economico Jason Hickel ci mostra come il futuro verso il quale stiamo andando sia errato e non ecologico per l’umanità.

La crescita di materie ed energia consumate, paradossalmente, è maggiore nei paesi che non ne necessitano e non lo è abbastanza per quelli che invece ne avrebbero bisogno.

Questo rende lampante come il sistema socio-economico dominante non lavori per il bene dell’umanità ma alla preservazione di sé stesso.

 

I dati a favore della sua tesi ci dicono che già oggi consumiamo 2,5 volte più del livello di consumi che sarebbe necessario mantenere per far sì che, a livello planetario, tutti possano raggiungere i DLS (decent living standards). Tra i DLS sono inclusi: accesso alle cure sanitarie, educazione, alloggi moderni, cibo, telefoni, computer, etc. (Per un approfondimento sui DLS rimandiamo a questo articolo di Narasimha D.Rao).

Tuttavia, attualmente ancora miliardi di persone vedono come una chimera l’ottenimento di tali obiettivi: circa il 50% dei paesi non raggiunge tali standard e in 20 tra questi paesi la situazione sta peggiorando drasticamente.

Inoltre, la crescita di materie ed energia consumate dove non sarebbe necessario comporta un ulteriore deterioramento dell’ambiente e problemi climatici. Oltretutto nei paesi dove c’è un surplus di materia ed energia consumata spesso non si raggiungono lo stesso i DLS in quanto il perverso meccanismo redistributivo porta a produrre merci non fondamentali, superflue per le persone ma al contempo più profittevoli per il sistema (che ormai pare essere dotato di vita propria).

In alcuni paesi, come ad esempio Brasile e Sud Africa, si fa notare che basterebbe una redistribuzione più equa nei consumi per conseguire i DLS per l’intera popolazione (chiaramente ciò sarebbe valido solo fino a quando il sistema rimane nei limiti planetari, andando oltre ovviamente si avrebbero gli stessi problemi dei paesi che hanno già un surplus in termini di DLS raggiunti).

In ultimo, continuando su questa traiettoria nel 2100 il 20% dei paesi non avrà ancora raggiunto questo traguardo.

In conclusione, per l’autore, si dovrebbero adottare delle politiche orientate alla redistribuzione e reindirizzare la politica industriale verso la produzione orientata ai DLS, soprattutto in quei paesi dove siamo molto lontano dal raggiungimento di tali obiettivi. Nell’articolo si auspica che ciò avvenga tramite incentivi al settore privato oppure anche tramite forti interventi pubblici.

A nostro avviso, Hickel nel domandarsi se la crescita di materie ed energia consumate stia avvenendo dove più necessaria, centra effettivamente il problema ma, almeno in questo articolo, non ne fornisce una soluzione, se non vaga, e non indica quali dovrebbero essere le varie misure da adottare per un raggiungimento a livello planetario dei DLS. Oltretutto, egli usa un approccio per lo più statalista (in un’ottica riformista) senza prendere in considerazione il micro, cioè le realtà comunitarie.

Inoltre, forse perché esulava dal tema dell’articolo, l’autore, non analizza tutte le varie ripercussioni che scaturirebbero, sul piano economico, politico, sociale, culturale e spirituale, dalla redistribuzione e dal reindirizzamento della produzione industriale verso i DLS.

 

Quei di seguito la traduzione del Summary; in calce i grafici dell’articolo.

Contesto

L’aumento dell’uso globale di energia e materiali sta violando i limiti planetari, ma le grandi disuguaglianze impediscono ancora a miliardi di persone di soddisfare i bisogni primari. I ricercatori hanno stimato il fabbisogno minimo di energia e materiali per garantire il benessere umano. Tuttavia, non è ancora chiaro se i paesi con carenze nell’uso di energia e materiali stiano aumentando i propri consumi verso livelli sufficienti e se i paesi con consumi in eccesso li stiano riducendo a livelli sostenibili.

Metodi

In questo studio di modellizzazione empirica, abbiamo confrontato ampi set di dati relativi alle impronte energetiche e materiali nazionali con stime dell’energia e dei materiali necessari a ciascun paese per portare le sue popolazioni più povere a standard di vita dignitosi (DLS). Abbiamo quindi stimato la quota di paesi con carenze e in surplus, sia per quanto riguarda i consumi energetici che quelli di materiali, e valutato in che misura i paesi si stiano muovendo nella giusta direzione, dati gli attuali tassi di crescita. Per i paesi con carenze nei consumi, abbiamo calcolato il tempo necessario, ai tassi di crescita attuali, per raggiungere un consumo di energia e materiali sufficiente per il DLS. 

Risultati

Il mondo attualmente consuma più energia e materiali di quanto necessario per raggiungere il DLS per tutti (circa 2,5 volte in più), anche con le attuali distribuzioni all’interno dei singoli paesi (circa 1,5 volte in più). Tuttavia, il 50% delle nazioni presenta attualmente un deficit energetico e il 46% un deficit di materiali. Per la maggior parte di questi paesi, la crescita del consumo di energia e materiali è troppo lenta per raggiungere il DLS entro il 2050. Infatti, con gli attuali tassi di crescita e le disuguaglianze nazionali, almeno un paese su cinque rimarrà in deficit nel 2100. Al contrario, i tassi di crescita dei paesi in surplus sono quattro volte superiori a quelli dei paesi in deficit, esacerbando le pressioni ecologiche.

Interpretazione

Attualmente, il mondo non si sta muovendo verso un futuro giusto ed ecologico per tutti. La crescita del consumo di energia e materiali si verifica principalmente nei paesi che non ne hanno bisogno e non si verifica abbastanza rapidamente (o è in calo) nei paesi che ne hanno bisogno. È necessaria una sostanziale ridistribuzione dell’uso di energia e materiali, sia all’interno dei paesi che tra di essi, per conseguire progressi più rapidi verso il DLS con una minore pressione ecologica. In effetti, questa ridistribuzione è fondamentale se vogliamo raggiungere un DLS per tutti, raggiungendo al contempo gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. La convergenza tra il Nord e il Sud del mondo è necessaria, ma non sta avvenendo con sufficiente rapidità. Ai ritmi attuali, la convergenza non si verificherà entro i prossimi 100 anni.

Figura 1 Crescita media annua e livelli di consumo nazionale rispetto ai requisiti DLS aggiustati per la disuguaglianza per DLE (A) e DLM (B). Il blu indica i paesi in cui i trend sono preferibili (deficit di consumo ma consumi in crescita, o eccesso di consumo ma consumi in calo), il rosso indica il contrario (deficit di consumo e consumi in calo, o surplus di consumo e consumi in crescita). Le dimensioni dei punti dati sono scalate in base alla popolazione di ciascun paese e una selezione di paesi è etichettata a scopo illustrativo. I grafici a mosaico sulla destra riassumono il numero di paesi in ciascun quadrante. L’asse verticale interseca l’asse orizzontale al 100%. DLE = energia per un tenore di vita dignitoso. DLM = materiali per un tenore di vita dignitoso. DLS = standard di vita dignitoso. MF = impronta materiale.